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Nuovi articoli: Cosa fare da disoccupato: il patto di servizio personalizzato

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cosa fare da disoccupato parte 2

Nell'articolo precedente, ho parlato di quello che si deve fare una volta ricevuta la lettera di licenziamento.

Oggi approfondisco il tema del successivo passaggio, cioé quello di doversi presentare al centro per l'impiego (CPI) per sottoscrivere il patto di servizio personalizzato. Ma in cosa consiste? 

Una volta effettuata la domanda di NASpI(Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego), il disoccupato, ha già effettuato domanda di DID(Dichiarazione di Immediata Disponibilità). Infatti, questa è inclusa nella domanda di NASpI ed una volta inoltrata ad INPS, i nostri dati vengono trasmessi automaticamente al CPI di competenza, ovvero quello dell'area di residenza dove viviamo.

Il patto di servizio personalizzato

Recarsi al centro per l'impiego

Nei 15 giorni successivi, si ha l'obbligo di presentarsi spontaneamente al centro per l'impiego. Se ciò non dovesse essere, sarà il CPI a contattarci per prendere appuntamento.

Non serve prendere appuntamento previo presso gli sportelli del CPI. Presentandoci negli orari di apertura, verrà effettuato subito la prima parte del patto personalizzato di servizio.

Ciò consiste semplicemente in un controllo dell'avvenuta richiesta di disoccupazione, la firma dell'informativa sulla privacy e l'accordarsi sull'appuntamento per la seconda parte del patto di servizio personalizzato.

La seconda parte del patto di servizio personalizzato

La seconda parte, è quella più importante perché è quella dove verrà effettuato il colloquio che deciderà il da farsi per il patto di servizio personalizzato. Infatti, in questa fase, l'impiegato si occuperà di raccogliere tutte le informazioni necessarie per profilarci, inserendo tutte queste informazioni in un programma.

In seguito al colloquio, il programma emetterà il giudizio! A morteeeee! Fortunatamente non siamo a questi livelli... Comunque sia, il sistema informatico darà il percorso successivo che il disoccupato dovrà seguire come parte del suo impegno a rendersi disponibile per eventuali colloqui di lavoro organizzati dal CPI e la formazione obbligatoria che dovrà svolgere per continuare a beneficiare dei servizi che il centro per l'impiego mette a disposizione ma anche, cosa più importante per continuare a ricevere e beneficiare dei sussidi che lo stato da alle persone che hanno perso il proprio impiego involontariamente.

Tra questo sussidi, ci sono sia la NASpI che l'RDC o reddito di cittadinanza. In poche parole, il disoccupato, è obbligato a frequentare questi corsi di formazione interamente, pena il vedersi decurtare totalmente o in parte i sussidi di cui sopra

E se dovessi assentarmi?

Beh è ovvio che nella vita può succedere di tutto, ma non tutte le giustificazioni saranno ritenute valide. Insomma, il dover andare a trovare i parenti non sarà una scusa valida. Tra le situazioni giustificabili vi è ovviamente la malattia (con certificato medico), malattia dei figli sotto i tre anni, l'avere trovato un impiego etc. Queste informazioni le potrete comunque leggere nel documento che vi verrà consegnato alla prima visita al centro per l'impiego.

E se volessi seguire un corso diverso da quello assegnato?

Nessuno vieta di frequentare altri corsi. Tuttavia, non saranno obbligatori come il corso che ci è stato assegnato come parte integrante del patto di servizio personalizzato e sarà a nostra discrezione iscriverci e seguirlo. In fase di colloquio, si può proporre il corso da noi preferito, tuttavia come nel mio caso non essendo compatibile con la mia figura, mi è stato assegnato quello "base", ovvero un corso orientativo di circa 20 ore suddiviso in quattro mattinate.

Su che base viene assegnato il percorso formativo?

In soldoni, se la nostra figura professionale è già sufficientemente definita e adatta ad un immediato reinserimento nel mondo del lavoro, non ci verrà assegnato un corso complesso. Nel caso invece uno avesse fatto sempre l'operaio o il tuttofare, potrebbe essere che la provincia "investa" per formare ulteriormente la persona con un percorso più completo e professionalizzante attraverso un corso che possa rendere più appetibile il futuro candidato per le imprese di un determinato settore. Da ciò che ho compreso, in genere si viene orientati a dei corsi che specializzino con un occhio rivolto alle necessità delle zone limitrofe o della provincia. Probabilmente tutto questo viene elaborato anche grazie a statistiche che vengono stilate appositamente.

Nel mio caso seguire il corso di 20 ore mi consentirà di soddisfare appieno il requisito formativo e orientativo del CPI rendendomi dunque idoneo ad enventuali ma non obbligatori passaggi, come il colloquio per il completamento del Curriculum nel database del CPI che consentirà a quest'ultimo di proporci ad eventuali datori di lavoro e imprese che si possono rivolgere al centro per l'impiego nella ricerca di una figura adatta alle loro esigenze.

Parola d'ordine: abbreviare i tempi!

Ciò che consiglio caldamente, è di cercare di abbreviare tutti i passaggi, dal presentarsi al CPI , al successivo colloquio per completare il patto di servizio personalizzato al frequentare il corso assegnatoci. Quest'ultimo, ci verrà proposto su più date. Meglio prima che dopo. Una volta assolto l'obbligo siamo più liberi e tranquilli soprattutto in relazione ai sussidi che stiamo percependo o che ci apprestiamo a ricevere.

E se voglio andare in vacanza, magari all'estero?

L'assolvere l'obbligo verso il CPI e l'INPS, ci rende anche più liberi di prenderci una vacanza, anche all'estero. Nel documento che ci viene consegnato al primo appuntamento, viene specificato che in tal caso è obbligo informare il CPI della nostra assenza che non dev'essere più lungo di 15 giorni. Tuttavia, chiedendo sia all'una che all'altra istituzione, entrambe hanno concordato che non dovrebbero esserci problemi per periodi più lunghi, ad esempio un mese.

Sia INPS che il CPI , si sono passate la palla a vicenda, probabilmente perché nessuno ha informazioni specifiche al riguardo e perché come succede spesso quando si tratta di istituzioni pubbliche nemmeno loro hanno le idee chiare su chi deve fare cosa. 

Tuttavia consiglio in caso di vostra intenzione di programmare l'assenza per un periodo più o meno lungo dal territorio nazionale di avvisare il CPI per evitare di risultare indisponibili nel caso di essere chiamati per un ipotetico colloquio.

Quando devo avvisare INPS?

INPS non ha nulla a che vedere con la vostra successiva occupazione, ovvero nella ricerca della stessa. Per questo vi è il CPI . Tuttavia, nel caso decidiate di trasferirivi anche solo temporaneamente all'estero, sia che decidiate di lavorarvi o siate stati assunti con un contratto a chiamata, a tempo determinato o indeterminato, dovrete comunicarlo prontamente a INPS per l'interruzione della NASpI.

Come faccio a comunicarlo ad INPS?

Ci si può recare presso gli sportelli INPS competenti, oppure prenotare un appuntamento telefonico o meglio ancora accedendo con SPID sul portale INPS alla sezione NASpI.

Consiglio comunque di scaricarvi l'app di INPS, disponibile sia per i dispositivi della mela rosicchiata che per i dispositivi Android. L'app oltre a consentirci di prendere appuntamento presso gli sportelli sia in modalità fisica che telefonica, ci consentirà di seguire l'andamento e l'esito della nostra domanda di NASpI.

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