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Nuovi articoli: Cosa fare da disoccupato: Che fare se il datore di lavoro non paga

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Nuovi articoli: Cosa fare da disoccupato: il patto di servizio personalizzato

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avatar disoccupatoSi sa nulla è eterno, men che meno un posto di lavoro, soprattutto dopo l'intervento di Monti al governo che come molti ricordano si espresse proprio così: "Che monotonia il posto fisso. I giovani si abituino a cambiare". Il lavoro a tempo indeterminato? "Pfui!" che l'é? quell'ormai sconosciuto! Senza l'articolo 18 non protegge più nessuno.

Da allora in effetti sono passati circa 10 anni e io ne ho cambiati molti di posti di lavoro (a tempo indeterminato) non trovando pace tra l'uno e l'altro impiego. E si perché uno dovrebbe fare dei piani a lungo e breve termine nella propria esistenza terrena: "fare su famiglia", acquistare casa, fare fronte a spese ed imprevisti... Peccato che nel frattempo siano scoppiati conflitti, crisi pandemiche ed infine la guerra in Ucraina con la grande speculazione green che ha portato poi il gas e l'energia a prezzi mai visti trascinandosi dietro (il più delle volte sempre per speculazione) tutti gli altri prezzi tra alimentari, carburanti, ristorazione, affitti etc.

In un paese, quello italiano sempre più indebitato e con gli spazi di manovra sempre più ristretti ognuno di noi è obbligato a guardarsi le spalle e a cercare di cavalcare l'onda della giovinezza per non caderne prima del tempo e "rimanere al largo" della attuale confusione economica e geo-politica e sperare poi nei vari ammortizzatori sociali.

Così, a seguito di una pandemia e di una crisi indotta dall'Europa, il comune del paese dove vivo ha pensato bene di bloccare l'iter burocratico che avrebbe permesso all'impresa per cui lavoro di produrre ancora. Dopo un anno di attese, è arrivata la lettera di babbo natale (in anticipo) con un bel regalo inaspettato: il licenziamento!

A parte la riflessione su: come possono pensare al governo e alle istituzioni (che ricordo sono spesso la ridondanza della ridondanza, per questo si rallentano e si fanno lo sgambetto a vicenda) che dopo la pandemia e la crisi un'azienda si possa permettere di non lavorare in attesa di un parere tecnico(?), resta il compito da parte del povero impiegatuzzo o miserabile operaio di porre rimedio alle proprie sofferenze economiche cercando un altro impiego.

E' qui che inizia il compito di ogni persona che si ritrova improvvisamente a piedi, disoccupato e senza le proprie certezze economiche come è successo a me. Solo che ora ho un'età differente e mettersi nel mondo del lavoro da ora in poi diventerà sempre più difficile. Che fare dunque?

Resilienza

Mi piace il significato che da Google alla parola "resilienza": In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Essere resilienti in altre parole significa non lasciarsi andare, ma essere sempre pronti a trovare soluzioni per uscire dalle difficoltà che si incontrano.

Diciamo pure che il sistema attuale, ci costringe così ad essere un po' trasformisti, adattandoci o modellandoci nei vari tentativi di superare le avversità ogni volta migliorandoci. Sempre se siamo resilienti e non ci lasciamo abbattere.

In casi come questi, resilienza è la parola d'ordine! Bisogna non piangersi addosso e cercare di fare tutto quello che è in nostro possesso per venirne fuori a testa alta, magari anche meglio di prima. Se si mantiene la mente sgombra dal negativismo e ci si sforza di rimanere positivi e reattivi, sicuramente ne uscirà qualcosa di buono indipendentemente dalle circostanze.

Ma come si può applicare questo termine alla disoccupazione?

La prima cosa da fare è informarsi su quello che si può fare in pratica prima e durante questo periodo che si passerà a casa, o meglio senza un'occupazione fissa.

Ammortizzatori sociali

Per passare da inoccupato a disoccupato, vi sono degli step da svolgere tra cui richiedere (accertandosi di coprire i requisiti per ottenerli) i vari ammortizzatori sociali e aiuti che lo stato mette a disposizione e la richiesta presso il centro per l'impiego locale di iscrizione al servizio di collocamento.

Consiglio in questa fase se ancora non li avete, di farvi calcolare gli indici di condizione economica sociale ISEE (nazionale) e quello regionale (se presente. In Trentino si tratta dell'ICEF) per essere poi pronti a fare tutte le richieste necessarie ai vari ammortizzatori sociali. Ricordo che il servizio dei CAF per calcolare tali indici è gratuito.

NASpI

La NASpI o Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego è una indennità mensile di disoccupazione, a sostegno di quei lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione. Ciò vuol dire che se si è perso l'impiego per dimissioni ovviamente non ci spetta.

Per poter avere accesso alla NASpI è necessario aver versato contributi contro la disoccupazione per almeno 13 settimane nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. Per avere un maggior dettaglio su tutti i requisiti per poter ricevere questo sussidio visitate il sito dell'INPS:

I requisiti per chiedere la NASpI

Una volta accertato il diritto a chiedere la NASpI, ricordate che avete al massimo 68 giorni dal vostro ultimo giorno di lavoro termine oltre il quale decade il diritto. Il mio consiglio è muovervi appena avete ricevuto la lettera di licenziamento e dunque già nel periodo di preavviso (se il datore di lavoro è tenuto a riconoscerverlo). La NASpI si richiede dunque a preavviso finito e comunque la si può effettuare immediatamente dopo la cessazione del rapporto lavorativo, cioé il giorno successivo.

Fare domanda di NASpI

CAF

La maggioranza dei lavoratori, effettua la domanda di NASpI ad INPS attraverso un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o patronato. Se è vostra intenzione avvalervi dei servizi di uno dei CAF sul vostro territorio, prendete appuntamento appena potete, meglio se nei primi 8 giorni della cessazione del rapporto lavorativo.

Il motivo degli 8 giorni è semplice: vengono chiamati periodo di carenza, ovvero il periodo che "non viene coperto da nessuno" a livello retributivo. Una volta cessato il rapporto lavorativo, non maturate nessuna retribuzione presso il vostro ex datore di lavoro e nei primi 8 giorni successivi ad esso nemmeno da INPS. Nel nostro interesse è dunque effettuare la richiesta appena possibile prima dello scadere degli 8 giorni, altrimenti, agli 8 giorni di carenza aggiungeremo i giorni in più che ci siamo presi di comodo.

Ricordate che il servizio che il CAF svolge ha un costo che si dovrebbe aggirare attorno ai € 25,00.

Portale INPS (SPID)

L'INPS benché non svolge questo servizio, attraverso il suo portale permette al cittadino di effettuare la domanda in autonomia da un'apposita sezione "NASpI -Domanda".

Per questo servizio, è necessario avere lo SPID. Se non lo avete potete tranquillamente crearvene uno recandovi all'ufficio postale più vicino alla vostra abitazione per un costo di circa € 10,00. Comunque sia le poste non sono l'unico provider. Potete fare lo SPID con Aruba, Namirial etc. per citarne alcuni.

Per arrivarci, seguite il link riportato NASpI e poi in fondo alla pagina su > Accedi al servizio > NASpI - Domanda.

Nella pagina di approdo al servizio, potete scaricare la guida dettagliata in PDF con la spiegazione integrale di come effettuare la domanda, passaggio per passaggio.

A seguito della domanda, sarà possibile scaricare la ricevuta con il numero di protocollo che servirà in seguito a interrogare il sistema sull'avanzamento della richiesta attraverso la sezione apposita del portale INPS.

Questo metodo, benché sia da fare in autonomia e possa creare un po' d'ansia visto che si tratta sempre di denaro che rischiamo non ci venga accreditato nei tempi, consentirebbe di risparmiare l'intervento del CAF sia in termini di tempo che monetari, cioé gli € 25,00 di cui sopra.

Cosa devo fare dopo aver presentato la domanda di NASpI?

La presentazione della domanda di NASPI equivale al rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva. Però entro i 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, si deve andare presso il Centro per l'impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato. Se non ci si presenta di propria iniziativa, si sarà convocati dallo stesso centro per l'impiego competente.

La DID è possibile anche presentarla prima della fine del periodo di preavviso (se previsto) attraverso il portale ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) confermando i propri dati e inviando la domanda. Ciò è utile se si vuole ad esempio accedere ai servizi del centro per l'impiego (come anche la formazione) prima del cessare definitivo del rapporto lavorativo. Anche per questo, è necessario essere possessori di SPID.

Centro per l'impiego

Con la domanda di NASpi ci si iscrive in automatico come disoccupato al Centro per l’impiego. Successivamente ci si reca al Centro per l’impiego più vicino per ricevere servizi ed assistenza nella ricerca di un altro lavoro.

Nel frattempo, sempre attraverso il Centro per l'impiego si può accedere alla formazione che viene messa a disposizione del disoccupato. Corsi professionalizzanti e di auto qualificazione che vale la pena prendere in considerazione per crescere a livello personale e professionale ed acquisire nuove competenze da giocarsi nella prossima esperienza lavorativa.

Se abiti in Trentino, visita il sito Formazione X Te dove sono elencati e consultabili tutti i corsi messi a disposizione dalla provincia. 

Ricorda che se vuoi accedere a sussidi e aiuti, anche in questo caso avrai bisogno di sapere il tuo indice ISEE e se presente nella tua regione, l'equivalente regionale. In Trentino Alto Adige ad esempio si chiama ICEF ed è l'indicatore sul quale si basa la provincia per elargire aiuti alle famiglie e ai singoli. 

Entrambi possono essere elaborati in qualunque CAF a costo zero, salvo richiesta del patronato di qualche donazione per il lavoro svolto, ma questo è facoltativo.

RDC (Reddito di Cittadinanza)

La NASpI non preclude la possibilità di accedere ad altri sussidi compatibili. Tra questi vi è anche l'RDC che però sembrerebbe che durante il prossimo anno, il 2023, verrà rimodulato nella sua totalità o in parte. Cambierà addirittura nome, senza però cambiare nella sostanza: sostegno per i "poveri" o i meno abbienti che sono impossibilitati a lavorare. E per gli abili al lavoro? 8 mesi di sussidio e poi verrà interrotto. Questo è ciò che si sa dai media. Per saperlo con certezza bisognerà arrivare al giorno di applicazione della nuova finanziaria.

Ma come faccio a sapere se posso ottenere l'RDC? Ancora una volta chi vorrà farne domanda dovrà recarsi ad un CAF dove sulla base dell'ISEE procederanno ad inoltrare la richiesta a INPS oppure no.

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è un indicatore che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie. Anche L'ISEE può essere richiesto in autonomia. Infatti l’INPS mette a disposizione degli utenti delle istruzioni su come compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la richiesta dell’ ISEE. Ma poiché in genere la richiesta attraverso CAF è gratuita, nel caso specifico è conveniente andare al CAF specie se si è a digiuno di conoscenze in merito.

Ovviamente i requisti per ottenere l'RDC sono raggiungibili solo da coloro che realmente sono in difficoltà economica:

Cittadinanza: si deve essere cittadini italiani o europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa.
Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.
Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro.
Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso.
Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.

Per dettagli, consultate il portale dedicato del governo: https://www.redditodicittadinanza.gov.it/

Carta Acquisti

Per i cittadini che ne fanno domanda e che hanno i requisiti di legge (D.L. n. 112 del 2008) è disponibile una Carta Acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette della luce e del gas.

Per i dettagli e i requisiti (ovviamente ISEE molto basso) visitate l'apposita pagina del MEF con tutti gli aggiornamenti: Carta Acquisti - Ministero dell'Economia e delle Finanze

Queste sono solo alcune delle cose che un disoccupato in quanto tale fa bene a prendere in considerazione. Altre non trattate in questo articolo, per esempio la NASpI per i collaboratori, le badanti, i lavoratori agricoli e gli over 50 potete visionarle sempre dai link al portale INPS sopra riportati.

L'INPS e i CAF come mezzi di informazione

Se avete dubbi, non esitate a contattare INPS o un CAF per informazioni. Nel mio caso il CAF a seguito di mie domande sulla mia posizione lavorativa e su cosa fosse meglio fare mi ha proposto un appuntamento a pagamento. Tuttavia, per le stesse informazioni INPS non mi ha chiesto un centesimo.

Ad esempio se avete dubbi sullo stato del vostro estratto contributivo o per meglio dire sulle settimane contributive utili alla richiesta di NASpI è meglio che chiediate ad INPS.

Lo so spesso chiedere ad INPS richiede attese, sia negli appuntamenti che nell'erogazione del servizio. Se volete scavalcare le file, INPS mette tuttavia a disposizione la sua app scaricabile da Apple Store o Google Play. Attraverso tale app vi sarà facile chiedere appuntamento fisico o telefonico che sia senza nemmeno la necessità di avere lo SPID (anche se l'app lo consente). Per talune informazioni non è necessario richiedere appuntamento in sede, specie se lontana. Io ho optato per l'appuntamento telefonico che è stato erogato in via del tutto straordinaria la stessa sera della richiesta di appuntamento.

Anche se spesso ci si lamenta del servizio, al telefono sono sempre stato trattato in maniera gentile e le risposte sono sempre state più che esaurienti. Provare per credere!

Nei prossimi giorni, settimane o mesi, posterò altri articoli in merito a questa mia avventura sperando di essere utile anche ad altre persone che in questo periodo affrontano difficoltà simili.

Se avete suggerimenti o domande commentate qui sotto!

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